Cass. civ. Sez. lavoro, 05-05-1992, n. 5323

Fatto Diritto P.Q.M.

PROCEDIMENTO CIVILE
Legittimazione attiva e passiva

Composta dagli Ill.mi Sigg. Magistrati:

Dott. Pio SCALA Presidente

" Mario VACCARO Rel. Consigliere

" Alessandro PAOLUCCI "

" Vincenzo TREZZA "

" Gabriella COLETTI "

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso proposto

da

RIZZO GEORGE, in proprio e n.q. di legale rappr.te pro tempore della S.p.A. Hotel Villa Sant'Andrea, elett.te dom.to in Roma Lungotevere dei Mellini 10 c/o l'avv. G. Ozzo, rappr.to e difeso dall'avv. G. D'Agostino Trimarchi, giusta delega a margine del ricorso.

Ricorrente

contro

E.N.P.A.L.S. - ENTE NAZION. di PREVID. e di ASSISTENZA per i LAVORATORI dello SPETTACOLO, in persona del legale rappr.te pro-tempore, elett.te dom.to in Roma V.le Regina Margherita 206 c/o l'avv. A. Curti che lo rappr.ta e difende, giusta proc. spec. in calce al controricorso.

Controricorrente

per l'annullamento della sentenza del Trib. di Catania del 23.1.90-20.2.90 - R.G. n. 824/89;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 23.4.91 dal Cons. Dr. Vaccaro;

udito l'avv. Curti;

udito il P.M. in persona del Sost. Proc. Gen. Dr. Massimo Fedeli che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Svolgimento del processo

George Rizzo in proprio e quale legale rappresentante della s.p.a. Hotel Villa S. Andrea proponeva opposizione all'ordinanza-ingiunzione n. 335 del 1987 notificatagli il 16 gennaio 1987 ad istanza dell'ENPALS ed avente ad oggetto il pagamento di una somma di danaro a titolo di sanzione amministrativa per omesso versamento di contributi a favore di Petirro Antonio che aveva svolto attività di pianista-cantante nei locali della suddetta società. Il pretore, rigettava l'opposizione con decisione confermata dal Tribunale di Catania del 20.2.1990, il quale preliminarmente respingeva l'eccezione di mancanza di legittimazione passiva sollevata dal Rizzo osservando che la responsabilità di lui, in proprio, era connessa al personale comportamento omissivo e la riteneva solidalmente responsabile con la società con la conseguente facoltà dell'Istituto di scegliere il debitore. A parere del Tribunale, poi, l'impresa era obbligata alla contribuzione in quanto destinataria della prestazione di lavoro, anche se autonoma come nel caso di specie.

George Rizzo ricorre in proprio e quale rappresentante della società e chiede l'annullamento della decisione..

Resiste l'ENPALS con controricorso illustrato da memoria.

Motivi della decisione

Con il primo motivo, denunziando violazione dell'art. 101 c.p.c., il ricorrente deduce che erroneamente il Tribunale ha disatteso l'eccezione di nullità dell'ordinanza-ingiunzione notificatagli in proprio e non nella qualità di legale rappresentante della società e che, per di più, lo ha ritenuto responsabile a titolo personale e solidalmente obbligato con la società immotivatamente disattendendo il dedotto difetto di legittimazione passiva.

Con il secondo motivo il ricorrente lamenta che, in violazione degli artt. 2222 c.c.; 4 e 5 D.L.C.P.S. n. 708 del 16 luglio 1947 con riferimento all'art. 1 D.L.L. n. 142 del 2 aprile 1946 (art. 360 n. 3 c.p.c.), il suddetto giudice ha ritenuto applicabile al caso di specie la disciplina di cui agli art. 4 e 5 del suddetto decreto nonostante la terminologia usata (datori di lavoro; retribuzione lavoratori) peculiare delle ipotesi di lavoro subordinato, non sussistente nella specie in esame in cui la società era soltanto destinataria del risultato dell'attività prestata in maniera autonoma dall'artista.

Con il terzo motivo il ricorrente lamenta l'erronea condanna alle spese in violazione dell'art. 91 c.p.c.

I tre motivi non sono fondati.

La non condivisibilità delle censure di cui al primo motivo deriva dalla considerazione che la notificazione dell'ordinanza-ingiunzione non può non essere ritenuta legittima essendo stato ritenuto dal Tribunale, con motivazione non censurata sul punto, essere proprio il Rizzo l'autore dell'illecito omesso versamento dei contributi e quindi solidalmente responsabile, in proprio, con la società ex art. 6 l. n. 689 del 1981.

L'obbligo del versamento dei contributi, cui la società è sottoposta anche nell'ipotesi di lavoro autonomo svolto a suo favore e non soltanto di lavoro subordinato come sostiene il ricorrente con il secondo motivo del ricorso, è stato affermato dal Tribunale sulla scorta della giurisprudenza di questa Corte che il collegio ritiene di condividere. E' stato ritenuto (Cass. 2316 del 1981) che "l'esame delle norme relative all'assicurazione ENPALS pone in evidenza che l'art. 3 del Decreto istitutivo del 1947, nel determinare la categoria degli iscritti, raggruppa sia coloro che prestano attività in un certo senso autonoma sia coloro che svolgono attività subordinata"; e ciò è sufficiente a confutare l'opposta opinione del ricorrente secondo cui le norme in esame imporrebbero l'obbligo contributivo soltanto nell'ipotesi di lavoro subordinato. Non è stato valorizzato dal ricorrente, come si legge invece nella suddetta decisione è com'é stato rilevato anche in dottrina, il dato significativo che tra i beneficiari dell'obbligo sono comprese persone le quali svolgono la propria attività notoriamente e prevalentemente in maniera autonoma (artisti lirici; attori; registi; direttori d'orchestra) e che queste, nelle stesse disposizioni, sono state accumunate nel medesimo "gruppo" in un elenco molto dettagliato. Il mondo dello spettacolo, nel decreto in esame, è stato cioé considerato nella sua variegata composizione e per giunta con frequenti riferimenti all'impresa (art. 4, 5, 9) ma senza alcun accenno all'elemento della subordinazione della quale, anzi, è stato perfino evitato il minimo accenno, tant'é che il soggetto assicurante viene individuato nell'impresa "presso la quale" (art. 4) e non già alle dipendenze della quale gli artisti prestano a titolo oneroso la loro opera.

Avverso quanto sopra precisato il ricorrente oppone l'argomento che all'art. 1 viene fatto riferimento ai datori di lavoro ed ai lavoratori ai fini della ripartizione degli oneri contributivi da ciò traendo la conclusione che esiste nella norma il sicuro termine di riferimento al lavoro subordinato. Osserva in proposito il collegio che ai termini suddetti non può essere attribuito il loro significato tecnico ed esaustivo, come preteso dal ricorrente, in primo luogo in quanto sul piano terminologico, ed in prima battuta, non può escludersi che le espressioni siano state usate nella maniera del tutto generica di chi presta una qualche attività e di chi ne fruisce in considerazione della vastità delle attività prese in considerazione in maniera particolareggiata, ed in secondo luogo in quanto nella valutazione del ricorrente manca ogni approccio alla più complessa operazione ermeneutica dell'inserimento della norma in esame nel sistema dell'intera legge.

Ed in proposito non è priva di rilievo la circostanza che le suddette espressioni siano state usate in un contesto normativo che comprende attività notoriamente e prevalentemente svolte senza subordinazione per cui, dovendo attribuire un assetto logico alla norma stessa, sembra più appropriato assegnare alle espressioni "datore" e lavoratore il significato lato di cui si è già detto per cui, conclusivamente, deve ritenersi compreso nell'obbligo assicurativo anche l'attività svolta in regime di autonomia. – PARTE IMPORTANTISSIMA……

Correttamente, dunque, il Tribunale ha ritenuto il Rizzo e la società tenuti a versare i contributi richiesti dall'ENPALS e li ha condannati, in quanto soccombenti al pagamento delle spese di quel giudizio.

Il ricorso deve essere respinto con la conseguente condanna del ricorrente in proprio e nella qualità al pagamento delle spese e degli onorari di questo giudizio.

P.Q.M.

 

rigetta il ricorso e condanna il ricorrente in proprio e quale legale rapp.te della s.p.a. Hotel Villa S. Andrea al pagamento, a favore dell'ENPALS, di L. 17.500 per spese e di L. unmilionecinquecentomila per onorari.

Roma 23 aprile 1991.

DEPOSITATA IN CANCELLERIA IL 5 MAGGIO 1992

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